Le fiabe

Storia di un Burattino che sognava di essere un Bambino…

Burattino/Bambino

 

Ammettiamolo.

Quanti di noi, leggendo per la prima volta le prime pagine della fiaba di Pinocchio, hanno pensato che essere un burattino condannasse ad un triste destino, ad un’infanzia infelice e priva di emozioni?

 

Pinocchio all’inizio della fiaba ci viene mostrato come un burattino intrappolato nel legno, che sogna un giorno di assumere sembianze umane.

Ai suoi antipodi c’è Lucignolo, il bambino intraprendente circondato da persone ritenute amiche.

Pinocchio aspira ad essere come Lucignolo, a staccarsi dalla dimensione di burattino e abbracciare le vesti umane.

 

Ciò che entrambi non hanno messo in conto è che avrebbero avuto a che fare con situazioni e persone che li avrebbero guidati verso una direzione pericolosa. 

 

Se ad un primo assaggio il Paese dei Balocchi sembra loro un paradiso, scoprono ben presto che quel mondo spassoso e senza regole non è poi così fantastico come sembra, bensì cela ad ogni angolo insidie e tranelli, rivelandosi alla fine un’utopia, una fragile illusione, una copia falsata del mondo reale.

 

 

Ma chi è il vero fortunato in Pinocchio?

 

Se prendiamo spunto da questa storia e la trasponiamo nella nostra realtà sociale ci accorgiamo di quanti Pinocchio e Lucignolo abitano in noi.


Ciascuno di noi ha dentro di sé tratti caratteriali più affini all’uno piuttosto che all’altro.
Le due personalità non sono così tanto in conflitto come si potrebbe pensare.


Pinocchio ha la tendenza a dire bugie e pecca di ingenuità lasciandosi irretire da persone opportuniste che non hanno buone intenzioni, ma vive col cuore aperto.

Lucignolo compiendo cattive azioni perde di vista l’essere bambino e indurisce sempre più il suo cuore, che diventa rigido come il legno.

 

Attraverso l’esperienza Pinocchio arriva alla conclusione che ogni cosa nasconde un lato oscuro e che sta ad ognuno di noi riconoscerlo e farci i conti.

 

Nel corso della fiaba,  Pinocchio evolve e matura, nel contempo Lucignolo, che all’inizio sembrava il fortunato della storia, si rivela per chi è veramente.
La fiaba ribalta i ruoli iniziali: è Lucignolo l’outsider, il vero sconfitto della vicenda.

 

La morale della storia…

 

Ancora una volta la fiaba ci insegna.

 

La vita è uno scrigno di emozioni, alcune legate alla serenità e alla gioia e altre legate alla tristezza e alla rabbia.
Spesso accade che queste ultime prendano il sopravvento sulle prime, facendo crescere in noi rancore, diffidenza e malumore. 

Ma quando lungo il nostro cammino incontriamo piccole grandi scintille di umanità, che sgorgano dal nostro cuore e da quello delle persone che ci affiancano, si riaccende in noi la speranza, la grinta, la caparbietà e tiriamo fuori doti di resilienza che nemmeno credevamo di avere.


“Le bugie hanno le gambe corte”, dice il proverbio. E’ proprio così … I nodi vengono sempre al pettine, presto o tardi che sia.
Se ci accontentiamo di vivere nella finzione e affrontiamo le cose con troppa superficialità, nascondendo a noi stessi le nostre paure e insicurezze, non ci diamo l’occasione di vivere a pieno e di far sì che da un problema nasca un’opportunità da cogliere, di crescita personale.

Non esiste una formula magica che vada bene per tutto e per tutti, ma spesso il problema risiede nella maniera di affrontare una situazione e non nel problema stesso.

A volte la soluzione è più semplice di ciò che ci eravamo immaginati in partenza.
E anche quando così non è, è il nostro aver fatto tesoro di esperienze ad indicarci la via da seguire, a darci il coraggio per compiere scelte che non ci piacciono, prendere decisioni difficili.

 

Dalle sfide che la vita ci pone possiamo uscirne realmente cresciuti solo se proviamo sulla nostra pelle lo spettro emotivo in tutte le sue sfaccettature.

 

Pinocchio si mette alla prova, sbaglia e impara, scopre cosa significa vivere a pieno ed in profondità.

Ed è questo che differenzia davvero un essere umano da un burattino.

 

 

Serena Circella

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